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mercoledì 18 gennaio 2012

A proposito della protezione del copyright, Io ho un sogno...





A proposito delle leggi di protezione del copyright di cui si parla tanto in questi giorni, io sogno una internet veloce, efficiente e aperta a tutti, che non sia una giungla dove tutto è lecito in nome della libertà propria, ma non in quella degli altri.
Una rete che possa diventare una grande occasione di divertimento e di LAVORO VERO per tutti. Dove le cose che ci piacciono (film, fumetti, giochi, immagini, storie) costino POCO, ma COSTINO e vengano PAGATE in modo che chi le fa possa averne il giusto guadagno.
Una rete dove i pagamenti siano facili e magari direttamente gestiti dallo Stato (perchè non direttamente dall'Agenzia delle Entrate? Le persone oneste non hanno niente da nascondere) e non siano come adesso solo sfruttamento di banche e compagnie private.
Immaginiamo un autore che crea un fumetto. Lo fa con il proprio lavoro e lo vende sulla rete  a 10 centesimi. Chi non non può spendere 10 centesimi per una cosa che gli piace? Con un solo euro potrebbe comprarsi dieci cose come quella e quindi con un euro al giorno sarebbe contento di comprarsi dieci cose che gli piacciono. Sfido chiunque a desiderarne più di dieci al giorno!
Al tempo stesso se quelli come lui fossero 1000 al giorno, l'autore potrebbe guadagnare 100 euro al giorno. Una pacchia meravigliosa che lo spingerebbe a creare di più, ancora di più e ancora di più. Anche lui sarebbe felice. E avremmo tutti a disposizione cose sempre più meravigliose.
Inoltre, di quei 100 euro, potrebbe spenderne 1 per comprarsi 10 cose che gli piacciono da altri 10 autori. Anche loro sarebbero contenti. Un circolo virtuoso inarrestabile.
Ovviamente la banca, o paypal, o chi per lei, non dovrebbe pretendere 35 centesimi per la transazione.
35 centesimi per una semplice scrittura contabile su un supporto digitale? Sarebbe assurdo!
Se fosse lo Stato a curare tali transazioni e si accontentasse di 1 centesimo al giorno ( per diciamo 100 milioni di transazioni al giorno) sarebbero comunque entrate per 1 milione al giorno, oltre alle tasse prelevate all'autore.
Anche lo Stato sarebbe felice.
Tutti saremmo felici.
E' proprio così difficile?
Pensateci, quando scaricate gratis un lavoro di altri. Pensate se quel lavoro fosse il vostro che se ne va in fumo... e pensate che ci distinguiamo dagli animali proprio perchè, con il nostro cervello, riusciamo a pensare cose che ci fanno vivere meglio. Forse è arrivato il momento anche per noi di accenderlo e di usarlo, una volta tanto.

sabato 14 gennaio 2012

Un fantastico artista...

Girando nella rete ho trovato questo fantastico video che mostra l'opera di Saverio Tenuta, un disegnatore italiano operante in Francia. Impariamo insieme qualcosa!
Ecco il video di You Tube che mostra la sua tecnica di china + acquerello per realizzare questa copertina.


mercoledì 11 gennaio 2012

FumettieStorie cambia look... anzi, cambierà!

Per evitare di disperdere forze inutilmente, sto lavorando per integrare meglio le mie varie attività Web.
In particolare sto modificando FumettieStorie per renderlo più chiaramente il mio sito personale, in contrapposizione a ComicsBay che ha, diciamolo pure, velleità più commerciali. Nel primo, quindi, notizie e altre cose destinate a ricordare (a me per primo) e ad illustrare la mia carriera professionale; nel secondo tutto il materiale di cui possiedo in esclusiva i diritti d'autore (insieme ai miei colleghi disegnatori) e che è suscettibile di iniziative diverse. Come avrete visto sto lavorando per portare tali storie su iPad, anche se non è semplice come pensavo.
Il blog, tuttavia, resterà comune alle due cose, in quanto sarò sempre prevalentemente io a gestirlo e sarebbe assurdo sdoppiarsi in due diverse personalità. In fondo sempre di Fumetti e Storie parliamo. Con la possibilità per Voi lettori di intervenire a dire la Vostra opinione.

A proposito di Cavazzano...




In occasione della pubblicazione di un numero celebrativo di Giorgio Cavazzano sulla collana I MAESTRI DISNEY, mi fu chiesto di scrivere un pezzo su di lui, relativo alla storia "TOPOLINO E GLI INCONTRI FALSIFICATI ... DAL SOLITO TIPO". Era una storia vecc...pardon, anziana di circa vent’anni.  E’ logico che  dopo tanto tempo  i ricordi non fossero più tanto freschi, stratificati sotto il peso di centinaia di altre storie, ossidati da  mille altri avvenimenti, figli, traslochi,  visioni, ecc.  Quelle vignette sono diventate storia, ormai...anzi, preistoria, in un mondo che gira alla velocità di un videogioco, e per essere ricordate  e magari svelate nel loro significato più nascosto è ormai inutile rivolgersi agli autori.

Così, invece di scriverne io, feci di meglio: mi rivolsi ad un giornalista mio amico, tale Giorpez Pezgio (un serbo-croato abitante in Bulgaria e con i nonni uszbechi), che aveva svolto una interessante ricerca sulle origini del famoso disegnatore veneto e sulle nostre prime imprese fumettistiche.
In particolare, GiorPez aveva intervistato il prof. Stempher A. Matitievich, docente di  Semantica del Fumetto e  di Paleosceneggiatura all’università di  Cambridge, ricavandone un articolo rivelatore e gonfio di notizie.
Ecco che ve lo riporto pari pari, come a suo tempo è stato pubblicato sul numero 13  de I MAESTRI DISNEY.
In verità parla di cose che io stesso avevo dimenticato...

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Dal nostro inviato Giorpez  Pezgio:

Professor Matitievich, lei ha studiato a  lungo il sito  fumettologico dove Cavazzano  ha realizzato molte delle sue storie giovanili. Cosa ha scoperto?


Well! Com’è noto il Cavazzano ha a lungo operato in una zona  palafitticola dell’entroterra veneziano. Un quartiere popolare poco lontano dall’abitazione del Pezzin con il quale, proprio per questo, aveva frequenti contatti  socio-culturali. La  storia  in questione risale proprio a quel periodo che, da  quanto abbiamo scoperto, è stato uno dei più fecondi.


Da cosa lo arguisce?


Well! Lo strato di grafite nel quale sono incastonati i reperti è molto spesso.  Analizzandone un campione al microscopio elettronico abbiamo appurato che la grafite proviene da mine di matita di tipo economico (Cavazzano non guadagnava molto allora) di  grosso spessore e a  punta arrotondata.  Il segno  che ne derivava appariva sbiadito, poco inciso, adatto a schizzare la vignetta  con molti segni sottili  che  si sovrapponevano. Poi,  l’autore cancellava quasi tutto e ripassava, sempre con la stessa matita,  il segno finale che aveva scelto tra tutti , creando la versione definitiva della vignetta, molto dettagliata, pronta per il ripasso a china.